Le tassiste di Milano protestano per la tutela della loro sicurezza e incolumità di cui il Comune non si è mai interessato: eppure sono i soggetti che più subiscono insulti, aggressioni, minacce- Le accomuna una fierezza che esclude desiderio di privilegi, determinazione e capacità sul campo riconosciuta.
Interpellate hanno sottolineato che dovrebbe essere soprattutto il Comune a dover garantire l’incolumità di chi svolge un’attività al servizio del pubblico al pari della loro. Sono anni che la categoria richiede un Protocollo Sicurezza e per questo la protesta potrebbe trasformarsi in agitazione visto il protrarsi del silenzio di chi dovrebbe rispondere con i fatti, e non lo fa, alle necessità di chi è esposto al pericolo.
Alessandro Casotto, Presidente di RadiotaxiBlu, avvalorando la tesi delle donne tassiste, spiega a Libero un piano ottimale.«Oltre al dispositivo di allarme e alle telecamere che installiamo con un costo calmierato dedicato ai nostri tassisti associati, per far fronte al dilagante fenomeno delle rapine e delle aggressioni fummo i primi ad attivare e successivamente a proporre all’intera categoria, un Responsabile della sicurezza che, nei turni di maggiore esposizione al pericolo per i nostri conducenti, potesse intervenire e interagire con le Forze dell’Ordine in maniera professionale e assolutamente non violenta, in caso di allarme e pericolo accertato. Un’idea di sicurezza che serviva anche a raccogliere denunce e a dare supporto logistico e morale, a chi subiva incidenti, rapine e/o aggressioni». Purtroppo il progetto, nonostante l’apprezzamento da parte degli operatori, non ebbe seguito e venne accantonato come spesso accade alle cose fatte bene.
