Milano, la città capitale dei senzatetto dimenticati, in balia delle bande

Milano

Un primato a cui pare Sala importi ben poco, un record da paura: Milano è infatti la città con più senzatetto in Italia. La verifica diventa inchiesta per un giornale notoriamente di sinistra, l’Espresso,  che pone sul piatto anche per Sala e compagnia un problema che va ben oltre le piste ciclabili e le piazze tattiche. Osserva il quotidiano “Cresce il numero dei senzatetto e delle violenze. Abbandonati in strada, terrorizzati dai clan. E usati come prestanome…Un caldo soffocante che si è impossessato di ritmi, abitudini e necessità delle migliaia di senza dimora (secondo gli ultimi dati ufficiali il range va dalle 3 alle 7mila persone)…. Non serve infatti avventurarsi nei quartieri più difficili per capire che gli homeless sono in netto aumento. Si tratta di italiani e stranieri, molti giovani e qualche anziano: dormono ai piedi delle vetrine dei negozi di alta moda, barcollando in corso Buenos Aires tra un fiume di persone troppo impegnate per dedicargli un momento, invisibili agli angoli delle strade, icone di una città controversa e ambivalente. L’Espresso ha vissuto con loro e come loro, ascoltando storie, frugando tra ricordi e traumi con indosso uno stigma che nessun essere umano merita. Perché «non si è senzatetto solo nei mesi d’inverno, per poi finire dimenticati tutto il resto dell’anno», puntualizza Giorgio….«Povertà e disoccupazione, mancanza di alloggi a prezzi accessibili, eventi drammatici che stravolgono la vita, sono le principali ragioni dietro alla condizione di molti senzatetto», spiega Trabuio. «Ad esempio, molte donne si ritrovano in queste condizioni, ai margini della società, per la separazione dal coniuge o per sfuggire a una relazione violenta. Mentre altri, che già da prima vivevano situazioni economiche difficili, hanno visto peggiorare le loro condizioni dall’inizio della pandemia e con la crisi economica in corso». Luigi, per esempio, è un veterano della strada. Ha cinquant’anni, si è trasferito dalla Campania a Milano da giovane e ha passato gli ultimi tre anni in carcere. Oggi si ritrova senza una casa, senza una famiglia, e con la difficoltà nel trovare un lavoro. «È complicato avere un impiego per un ex detenuto, quindi per vivere mi trovo lavoretti occasionali con imprese edili che non cercano operai da mettere in regola, oppure muovendo piccole quantità di stupefacenti». Luigi ha il volto scalfito dal freddo dell’inverno e svuotato dal caldo dell’estate, sul braccio un coltello tatuato e un buco nero al posto dell’incisivo.”

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