E va bene così, perché deve andar bene per forza di cose o, per meglio dire, per le decisioni di Letta: Maran non viene candidato e quindi non se ne andrà come molti milanesi auspicavano.
Eppure i tre incarichi, da Piasapia a Sala, le mille preferenze, deponevano a favore dell’assessore che è considerato uno dei giovani più efficienti (naturalmente dai Dem). Non è mai nato l’amore con Sala che prefigurava una rappresentanza territoriale a Roma e la designazione di Maran poteva essere un’occasione. Maran e per coloro che non ricordassero le sue gesta, basta citare il ToiletBus, pare sia infuriato e anche molti compagni, ma la logica di Letta ha catapultato a Milano, Cottarellae Cuperlo in collegi sicuri e, in compenso, viene candidata la Roggiani, l’inventrice degli slogan nella campagna di Sala (ricordate Chiami Milano?) con l’incarico di organizzare i volontari. Almeno mille.. Non si conosce per ora il nuovo slogan ma sicuramente finirà in “Mi”.
Nene

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano