Così il sindaco Giuseppe Sala, a margine di un incontro con i rettori delle università milanesi in Aula a Palazzo Marino, riguardo le deroghe sui divieti area B richieste dalle forze dell’ordine ha sentenziato “Le forze dell’ordine non sono una categoria diversa da tante altre. Sono tanti che stanno chiedendo deroghe ai divieti di Area B ed è chiaro che se partiamo con le deroghe non finiamo più. Io ricordo che con l’Ecopass dopo due anni c’era il 90% di deroghe, quindi non vogliamo essere rigidi tanto per non smentirci, infatti stiamo ponendo dei correttivi. Ma non con una deroga dopo l’altra.” “Anche perché questi processi portano nel tempo ad una riduzione del traffico ma, ad oggi, non si stanno vedendo ancora grandi miglioramenti perché ci sono i 50 giorni di ingressi liberi – ha sottolineato poi Sala – Noi vogliamo vedere i risultati”. Il sindaco è poi tornato sul tema dei parcheggi e delle telecamere agli ingressi di Area B. “Stiamo cercando di associare i confini dell’area B con i grandi parcheggi, ne abbiamo dodici a cui mettere mano e lavoreremo in quel senso”, ha detto.
Descrive esaurientemente le situazioni di disagio, le contraddizioni di un progetto insensato Quattroruote:
“Nella settimana sono emerse, nell’ordine, anche: la scoperta della presa in giro della scatola nera Move-In che conteggia anche i chilometri percorsi di notte e pure durante i weekend ai fini della percorrenza massima consentita a chi sceglie questa soluzione (e su questo l’assessore Censi si esibisce, nella citata intervista, in uno sconcertante “chi decide di venire a Milano solo nel weekend può usare i 50 giorni di bonus a disposizione, anche perché si suppone che raggiunga una meta precisa e non debba girare come una trottola”…); lo psicodramma delle scatole nere che non si trovano e delle officine che stilano liste di attesa degli automobilisti che hanno fatto richiesta; l’uscita del sindaco della limitrofa Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che promette d’istituire un’Area S nella quale far pagare un ticket di accesso ai milanesi (“Sala fa l’ecologista con l’inquinamento degli altri”, ha dichiarato, “perché ha preso una decisione che lo sta spostando sui Comuni della prima cintura”); la dura presa di posizione del segretario cittadino della Cgil Massimo Bonini per il quale Area B è “un provvedimento classista”.
Muggiano accerchiata. Ultimo, ma non meno importante, è il caso di Muggiano, quartiere alla periferia occidentale di Milano completamente circondato dalle telecamere dell’Area B che impediscono ai residenti di uscire e tornare a casa propria, se utilizzano un’auto colpita dai divieti: una situazione kafkiana, che ha scatenato l’ira dei cittadini, costretti a mettere mano al portafogli per cambiare macchina o, quanto meno, a versare l’obolo di 50 euro previsto per l’installazione e l’abbonamento al Move-In. Un’altra situazione che poteva essere facilmente prevista ed evitata.”
Contento il Sindaco Ghe pensi mi? Contenti i Ghisa?