Oltre 200 sindaci e quasi mille persone partecipano al Teatro Grande di Brescia alla cerimonia per Brescia e Bergamo capitale della cultura. Per l’occasione anche il Presidente della Republica, Sergio Mattarella è arrivato a Brescia. Ad accoglierlo c’erano il sindaco della città lombarda Emilio Del Bono e il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana.
La cerimonia si svolge in contemporanea con il teatro Donizetti di Bergamo dove si trovano il sindaco Giorgio Gori e il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
Nel teatro di Brescia sono presenti tutti i sindaci della provincia, così come a Bergamo. I palchi sono collegati con maxischermi per seguire i due programmi della cerimonia che prevedono gli interventi istituzionali (parleranno i sindaci, il ministro e il capo dello Stato) ma anche esibizioni musicali.
“Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 rappresenta la prospettiva di una possibile rinascita attraverso la scelta nobile della cultura”. Lo ha sottolineato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, nell’intervento all’apertura dell’anno della cultura per le città di Bergamo e Brescia, scelte nel maggio 2020 per “dare un forte segnale di rilancio, orgoglio, prospettiva, dopo la pandemia da COVID 19 che aveva colpito così tragicamente le due province”, “divenute il simbolo di resilienza alla crisi pandemica e alla sua tragica scia di morti”.
Un rilancio, ha proseguito il ministro, “che trae origine dalla cultura, perché da sempre la cultura è un forte antidoto alla sofferenza, il punto da cui ripartire, quando c’è da ricostruire dopo una stagione di tragedia. Occorre dunque raccogliere tutte le migliori energie del territorio per intraprendere un percorso di crescita e di sviluppo. E sarà la cultura la dinamo, l’elemento catalizzatore che darà impulso ad una rinascita sociale e economica”.
D’altronde “questa è la funzione della cultura, cosi come è stata concepita dai padri costituenti”. Cultura che è “la costruzione attraverso l’arte, la letteratura, la filosofia, l’architettura dell’ambiente umano”. E come De Gasperi scelse di ricostruire la Scala di Milano nell’immediato dopoguerra, “luogo simbolico della cultura nazionale”, così oggi “è nostro dovere ripartire proprio da luoghi simbolo, come lo sono Bergamo e Brescia, simbolo ieri della sofferenza in tempo di covid, che diventano oggi il simbolo di un nuovo risorgimento che passa attraverso la bellezza.
Bergamo e Brescia “hanno entrambe una forte identità culturale, che va valorizzata. E monumenti straordinari. Si pensi all’area archeologica di Santa Giulia, al Tempio Capitolino di Brescia, tra gli edifici pubblici romani più importanti del nord Italia, che dal 2011 è patrimonio mondiale dell’Unesco, cosi come le mura di Bergamo alta, dove c’è anche ‘una delle piazze più belle d’Europa’, come ebbe a dire il grande architetto Le Corbusier: nella piazza Vecchia, cuore di Bergamo alta, c’è la Fontana Contarini, il palazzo della Ragione, fino alla bellissima Basilica di Santa Maria Maggiore. Un territorio dunque che ha enormi potenzialità da far conoscere al mondo. L’iniziativa di Bergamo e Brescia capitale della cultura farà da volano a tutto questo”.
Un progetto “di alto profilo”, che “esprime una forte volontà di riscatto delle due comunità, dei loro amministratori e credo più che gradita dal resto della Nazione. Un progetto che rappresenta il primo grande esperimento di politica culturale diretto a sostenere la crescita del territorio attraverso centinaia di iniziative multiformi, ma guardando anche al suo sviluppo economico, sociale e industriale”.
L’ultima riflessione di Sangiuliano è dedicata al tema portante del progetto, “la città illuminata”: “Volutamente espresso al singolare, che è non solo estremamente evocativo, ma anche manifestazione della volontà di agire congiuntamente come unica realtà, attingendo a radici comuni, e facendone tesoro per crescere insieme, testimoniando le straordinarie tradizioni di operosità e di innovazione industriale di queste città, unitamente alle bellezze del tutto inaspettate di questo territorio. L’unità di queste realtà diventa oggi la loro forza. Una unità che deve permetterci di guardare al futuro con rinnovata speranza e ottimismo”.
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