Video inchiesta di Claudio Bernieri
Racconta Ombra, uno dei più longevi senzatetto di Milano…
È in atto un esodo continuo… i senzatetto della stazione Centrale si stanno spostando tutti sui Navigli…in quella zona che loro chiamano Mamma Vetra.
Mamma Vetra: i Navigli, corso Ticinese e via Torino, zone che li nutrono, li difendono, li coprono di nebbie … qui la movida selvaggia lascia ogni notte succulenti resti alimentari.
Il cibo buttato dai nottambuli trasuda nei bidoni della spazzatura… ed è qui che i senza tetto frugano, per sopravvivere: e molti ci riescono da anni.
Non basta più l’elemosina… un business che è ora nelle mani della mafia nigeriana che gestisce in proprio, tra Milano e provincia, circa cinquemila falsi mendicanti.
E cosi Ombra si lascia andare alle confidenze… racconta la sua giornata disordinata… Ombra, è acquartierato di notte in Stazione centrale, tra risse, rapine e stupri, ma ora deambula alle colonne di san Lorenzo, il suk di Milano.. ora spesso si addormenta sotto il monumento di Costantino e i residenti a volte ironizzano passando alle Colonne, lo invitano a spostarsi più in là, sui Navigli…
“I maghrebini e i senegalesi ci rapinano alla notte. Non potevamo più vivere alla stazione.,,” risponde Ombra.
Ed eccolo all’alba a far colazione… lui fruga nei bidoni che Mamma Vetra offre ai vagabondi, ai tossicomani, ai disperati e ai disadattati che affollano le vie intorno alla basilica di san Lorenzo..
Ombra fruga in ogni bidone…ce ne sono a decine nella zona, e tutti sono pieni di leccornie. Ombra fruga tra gli avanzi… ecco una bottiglia di latte, un tesoro, una confezione di yogurt… una bottiglia di birra quasi intatta, un piatto di patatine, un mezzo panino.. è quanto basta per tirare fino a sera..
Ogni mattina Ombra dopo colazione deambula tra i navigli e piazza Duomo… una coperta tarlata di lana, spesso a piedi nudi… è un Cristo nella nuova Milano da bere..
Ed ecco Vito; lui è stato il primo a portare la sua tenda qui, alle Colonne…i suoi due cani lo avvertono di possibili aggressioni notturne… la sua tenda si sposta dal sagrato dalla chiesa di san Lorenzo al vicino parco… ritorna alle Colonne, si sposta ancora…poi una passeggiatina in via Torino, dove Vito si incontra con altri clochard…Vito vive di elemosina, nessun ente assistenziale lo segue, è un invisibile come tanti, qui a Gotham City, la nuova Milano da bere.
Vito ha un accordo con il parroco… può dormire nella sua tenda fino all’alba sotto il sagrato asciutto della chiesa.. ma quando inizia la prima messa, deve sloggiare.. l’accoglienza ha i suoi orari…
Intanto piazza Vetra si sveglia.
E’ appena l’alba e Vito porta a passeggio i suoi cani… e cosi facciamo un nuovo incontro,.,,
Ed ecco Papi, è un altro clochard che vive e sopravvive grazie a mamma Vetra, e Papi improvvisa un balletto per la video camera che lo immortala, sembra felice, senza problemi.
Papi ha il suo ristorante personale in piazza 24 maggio, e poi ecco il suo letto, invaso dalla sporcizia e dai piccioni, sotto l’arco della piazza.…poi all’alba Papi fruga tra i bidoni davanti a un Mac Donald, trova di tutto, residui di cibo, o un sacco pieno di pane raffermo…un pranzetto sicuro . .. è cosi che Papi sopravvive.
Altri come Papi dormono ancora alla Darsena.. ed è qui che incontriamo Vincenzo, da cinque anni nella zona, viene da Roma, cercava lavoro a Milano, ma poi qualcosa è andato storto.. ora mamma Vetra lo nutre, ora vive di elemosina.. siamo diventati amici, gli offriamo una colazione, e cosi Vicenzo ci racconta la sua giornata di lavoro..
La gente del Ticinese passa… sembra conoscerlo. Qualcuno lo saluta, ma pochi ormai allungano un euro…
Auspicano che il comune aiuti i senzatetto come Vicenzo.. e passano senza lasciare un obolo…
Vincenzo ci guida, a pochi metri da corso Ticinese nel nuovo villaggio dei senzatetto esuli dalla Stazione Centrale, dove dormivano sui treni .. i portici di piazza XXIV maggio sono diventate le “case popolari” dei clochard, c’è chi si è fatto anche una villetta di cartone, sotto i ponti.. il comune chiude un occhio…
I bene informati in questura dicono che qui i clochard tengono in pensione certi cani che vengono impiegati nei combattimenti clandestini dai rom…e i passanti hanno paura a sfilare davanti a certi molossi…
A pochi passi, ecco il posto più ambito per i nuovi clochard che vengono dalla Stazione: il parco delle Basiliche, una zona che i centri sociali vorrebbero aprire al consumo di droga libera con un accordo con il Comune…intanto un enorme murale che inneggia all’odio, lasciato dal sindaco davanti ai campi giochi dei bambini, fa capire ai residenti il clima: è l’effetto SCHLEIN…
Ed è qui che si sono organizzate le mamme del parco, che temono l’arrivo dei clochard della Stazione.. il parco è chiuso di notte, e i clochard ambiscono a dormire in un luogo protetto, lontano dalle rapine dei maghrebini sui treni.
Qui i bambini sono costretti a giocare a pallacanestro tra le scritte dell’odio, ma il clima è ancora tranquillo..
Un paio di mamme si sono cosi messe a filmare e monitorare i nuovi arrivi di senza tetto.
Ecco un primo ospite…arriva all’alba… non dorme nel parco… gironzola tra le panchine e questo allarma le mamme del parco..
Una di loro lo filma… il nuovo ospite fa i suoi bisogno corporali nei prati incurante dei bambini che giocano intorno..
Chi sarà mai l’ospite? Si sveglia verso mezzogiorno, e prende a volte il sole seduto sulle panchine, al pomeriggio, a torso nudo.. proprio davanti al campo giochi dove bimbi felici e ben nutriti giocano dopo la scuola..
Le mamme del parco sono inquiete… ma toccherà a noi cercare un approccio e dialogare, capire…sarà una sorpresa… l’ospite si chiama Osman, un lavoratore notturno della movida, ma senza una casa…
Arriva così il Natale.. ma Mamma Vetra non dimentica i suoi ospiti, i residenti spesso lasciano cibo e bevande davanti alla tende dei senzatetto… Vito è contento.
Ci segnala un nuovo ospite arrivato in zona dalla Stazione centrale, ormai terra di nessuno di notte: Giovanni è un vecchio marinaio che alloggia in una baracca improvvisata in via Torino…è in una zona rom, e tra una sigaretta e l’altra ci racconta la sua vita avventurosa, tra mari, porti, nazioni lontane.
Giovanni ha issato una casetta di stracci e cartone quasi in piazza Duomo, luogo già occupato dai mendicanti rom, che non desiderano certo la sua concorrenza.. qui il ricavato delle elemosine è altissimo, e per il momento la mafia nigeriana che gestisce il traffico lascia fare..
La gente passa, sembra assuefatta al degrado della Milano da bere di Sala.
E da poco Giovanni si è spostato al Carrobbio, e ha un sistema tutto suo per sopravvivere.. lascia accesa la sua radio sintonizzata su Radio Maria…
…diventeremo amici..
Giovanni s’è appena alzato e sta sbaraccando il suo accampamento, è situato all’ingresso di un negozio che riapre ogni mattina..
La sua storia è avvincente, tutta una vita raccontata su un marciapiede di via Torino a due passi dal Duomo.. tempio del signore..
Ecco, la storia di Giovanni è finita.. ora sbaracca e andrà in giro sui treni fino a sera..
Ma la sua storia ha commosso qualcuno … è una mamma del parco che abita in via Torino, e che spesso si è fermata ad ascoltarlo.. la mamma ha una figlia che studia nella vicina scuola di danza della scala, a due passi dal parco.. e cosi un giorno una famosa ballerina del Bolscioi, in visita alla scuola, ha preso una decisione clamorosa..
Ballare in piazza Vetra, contrastare con la bellezza il degrado al quale è stata condannata Milano da Sala..
E la famosa ballerina un giorno si è messa a danzare per Vito, per Vincenzo, Giovanni e Ombra, e per i residenti e le mamme e anche per gli antichi abitanti della zona, e per tutti i nuovi disperati delle Colonne….la bellezza contro il degrado del signore di Milano dalle calzette arcobaleno.

Cronista al Corriere della sera poi inviato a L’ Europeo di Vittorio Feltri e reporter su Affaritaliani . Ultimo libro pubblicato : Wanda L’ ultima maitresse ed Mimesis