Pubblichiamo una lettera dell’ex comandante della Polizia Municipale Antonio Barbato che esprime la frustrazione di chi si sente a volte impotente con una divisa
MI PERDONI SIGNOR CRIMINALE…
Se mentre spacciava droga a cielo aperto le ho sequestrato un chilo di eroina.
Se mentre borseggiava un turista in metropolitana non ho arrestato coloro che hanno ripreso la scena con il cellulare.
Se mentre truffava un anziano, portandogli via i soldi della pensione, l’ho denunciata.
Se dopo avere violentato una donna alla stazione dei treni ho avuto l’ardire di arrestarla.
Se dopo aver commesso una rapina l’ho rincorsa e le ho messo le manette.
Se dopo avere investito una persona e averla uccisa l’ho sottoposta all’alcol test.
Mi perdoni signor criminale non avrei dovuto farlo…
Avrei dovuto sedermi accanto a lei e chiederle le ragioni intime che l’hanno portata a compiere tali crimini, quali traumi avesse subito da bambino, se le sue azioni fossero motivate da ragioni economiche, avrei dovuto offrile un caffè, avrei dovuto darle una carezza, una pacca sulle spalle, abbracciarla e lasciarla andare…
Invece, da essere spregevole quale sono, ho avuto l’ardire di assicurarla alla Giustizia.
Ma non si preoccupi, la mia cattiveria sarà compensata dalla bilancia dei giusti che, nell’ipotesi più nera, si tradurrà in qualche giorno di galera, nell’ipotesi più favorevole, nel rilascio in giornata, così che lei possa, nel più breve tempo possibile, tornare a fare ciò che meglio le riesce: rubare, rapinare violentare, uccidere…
Firmato
Antonio Barbato
un povero cretino con la divisa che ogni giorno, per mestiere, cerca di garantire la civile convivenza
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