Alessandro Impagnatiello, in cella per aver ucciso Giulia Tramontano, la sua fidanzata incinta al settimo mese, ha spiegato di “aver agito senza un reale motivo perché stressato dalla situazione che si era venuta a creare, menzionando tra l’altro, quale fonte di stress, non solo la gestione delle due ragazze ma anche il fatto che altri ne fossero venuti a L’incontro con la collega e le bugie per screditare Giulia
Emerge dalle carte come Imposimato abbia messo in piedi un castello di fango e bugie, pur di convincere la nuova collega di lavoro con cui aveva intrapreso una relazione parallela, nel luglio dello scorso anno, che la sua storia e la convivenza con Giulia fossero al capolinea. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Milano, della dolce e determinata giovane partenopea, Imposimato aveva raccontato di problemi di instabilità mentale inesistenti, persino per giustificare un viaggio fatto all’estero poco tempo fa, affermando con forza che il figlio che portava in grembo non fosse il suo.
Giulia Tramontano
Il castello che crolla, il delitto e il falso test del DNA
Lo scorso aprile, per tentare di portare avanti la sua rete di falsità, Imposimato presenta alla collega un test del DNA falso, per affermare che il figlio che Giulia porta in grembo non è suo, raccontando anche di starle vicino solo perché lei “è instabile e ha manifestato intenzioni suicide“. La giovane non gli crede, chiude la relazione, probabilmente capisce che qualcosa non va. A inizio settimana scorsa le bugie sono venute tutte a galla. Giulia si presenta per un chiarimento a Milano, sabato, dove a chiederle di parlare è l’altra giovane con cui il 30 enne ha avuto una storia fingendo di aver chiuso quella con lei. Lui, schiacciato dalle sue stesse menzogne, si defila dal confronto. Le due giovani parlano, si confrontano, capiscono di essere state entrambe prese in giro e tradite. Giulia è delusa e arrabbiata, comprensibilmente, l’altra giovane è più calma, sospettosa, si offre di aiutarla e decidono di restare in contatto.
L’omicidio e le ricerche online
Tramontano torna a casa, quella che lei afferma con forza sia casa sua, come scrive in un messaggio a Imposimato, mentre sta rientrando. Quando arriva a Senago i due hanno una lite e quello che accade dopo è stato straziante. Lui la accoltella, la uccide. Poi adagia il corpo nella vasca da bagno e tenta di liberarsene con alcol e fuoco. In quelle stesse ore la collega ed ex “amante” inconsapevole con cui Giulia si era incontrata, continua a scriverle, le chiede come sta. Emergerà poi che è Imposimato a rispondere ai messaggi, perché la 29 enne è già morta. La donna si insospettisce, lo videochiama e gli chiede di mostrarle Giulia che dorme nel suo letto, ma lui inquadra una stanza vuota. A quel punto la ragazza contatta sui social media la sorella di Giulia, della quale Imposimato non ha voluto darle il recapito telefonico. Sul suo cellulare, poi analizzato dagli inquirenti, le ricerche fatte sono agghiaccianti. “Stasi Bollate“, “rimuovere macchie vasca” e una serie di tragitti di mezzi pubblici. È ormai notte, Imposimato monta in auto, si sposta forse con i mezzi, fino ad arrivare a casa dell’altra donna, alla quale dice “sono libero, lei se ne è andata“. La ragazza però non lo lascia neppure entrare in casa e lo manda via.
I messaggi dal cellulare di Giulia, le tracce e la confessione
I messaggi ricevuti da amiche, colleghe e dai familiari di Giulia, sabato sera, almeno in parte sarebbero stati mandati da Imposimato. Lo ha ammesso lui durante l’interrogatorio durato oltre otto ore. Mentre tentava di sorreggere il suo traballante circo di verità malvestite, i carabinieri scoprono tracce di sangue in casa della coppia, sull’auto del 30 enne, sulle scale. Alla fine lui crolla, e racconta la sua verità. Indica il punto nel quale ha nascosto il corpo di Giulia, in una intercapedine tra una serie di box e della vegetazione, a 600 metri da casa loro, sempre a Senago. Poi dice di aver “finito” Giulia, “per non farla soffrire“, dopo che lei (secondo il suo racconto) si sarebbe ferita volontariamente da sola con un coltello, mentre tagliava i pomodori. Una versione che le perizie, probabilmente, faranno a pezzi. Imposimato si trova ora in carcere, con l’accusa di omicidio volontario aggravato e provocata interruzione di gravidanza.
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Scusate ma non si chiama Imposimato