Giardini Montanelli: COSA LORO

Degrado Milano

È passato un mese dal violento temporale, perché di questo si è trattato, e i Giardini Montanelli sono ancora inaccessibili al pubblico. Il fatto non ci stupisce, visto che a fine 2020 restarono chiusi una settimana per una nevicatina e un paio di alberi (piantati male e curati peggio), caduti. Qui si parla di 300-350 alberi su 1.800, una percentuale 10 volte più alta che nel resto di Milano. Ieri, la réclame intorno alla data di riapertura sembrava essere entro la fine di agosto, oggi già si parla di inizio settembre. La questione è sempre la stessa, se i giardini pubblici più antichi di Milano avessero una squadra di giardinieri esperti come si meriterebbero, in una settimana al massimo avrebbero potuto metterli in sicurezza e riaprirli al pubblico. La questione restauro con un progetto serio sarebbe venuta dopo… forse. Invece, come sostiene il nostro segretario, Giovanni Bottini, “si sta perdendo l’occasione unica di esaminare gli alberi caduti uno per uno per capire la fenomenologia e poter gestire – meglio – il patrimonio arboreo, specie nei giardini storici”. Invece no, la gente comune non può vedere e giudicare con i propri occhi cosa è realmente successo. La gente comune deve fidarsi delle dichiarazioni ufficiali che sostengono che gli alberi erano sanissimi, curati e posizionati alla perfezione e quindi è tutta colpa del cambiamento climatico. I Giardini sono cosa loro, anche se loro non ci hanno praticamente mai messo piede. Gli unici che hanno il diritto di starci dentro sempre e comunque, a parte gli animali selvatici, sono i bivaccanti abituali. A proposito, l’asilo aprirà regolarmente? Boh! Nessuno ne parla.

Enrico Pluda

Presidente di AGIAMO Amici dei Giardini Montanelli

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