Migranti, la faccia di bronzo di Sala: redistribuzione, logica non chiara

Milano

Non ci sono limiti all’ipocrisia e all’opportunismo. L’Italia è stravolta dal numero esorbitante dei migranti, i sindaci e le regioni rosse solo ora si accorgono che l’accoglienza è un grosso problema, il tamtam ricorrente grida l’impotenza allarmistica di poter assolvere i dettati della ridistribuzione governativa. Che facce di bronzo!

Ma veniamo a Milano, a quel Sala delle marce pro migranti senza controllo, alle sue dichiarazioni vanesie “Milano è la città più accogliente”, alla sua cecità nel non voler vedere la responsabilità criminale di tanti, troppi immigrati e oggi dice “Quello che a mio avviso oggi non va è che la logica di redistribuzione non è chiara e non fa sì che sia uniforme. Come l’Italia chiede di redistribuire i migranti in tutta Europa io, da sindaco di Milano, chiedo che vengano redistribuiti in tutte le città e i Comuni altrimenti è evidente che il prezzo che noi paghiamo è eccessivo”.

Ma a Formentera i numeri crescenti degli sbarchi erano controllabili? Facile scaricare l’operato del governo dopo anni di “Venghino, venghino”. E ancora “Noi oggi abbiamo, censiti, quasi 1.300 minori non accompagnati, ma sappiamo che ci sono altri 200, 300, 400 che non abbiamo censito perché sfuggono a un controllo. Sono oggettivamente tanti, troppi, non abbiamo strutture perché non è solamente il problema di dare uno spazio perché questi ragazzini che hanno 16 anni o riesci a integrarli o rischiano di finire nelle mani della criminalità. Io credo il primo punto sia una più equa distribuzione, di questo vorrei parlare anche con il ministero”.

Molti credono che l’equità e il controllo dovessero essere principi osservati anche dai governi di sinistra, che offrire accoglienza, senza se e senza ma, abbia prodotto lo scoppio di una questione che oggi è tutta da vedere. E come sempre Sala nelle intenzioni diventa arbiter nazionale, pur di tirare l’acqua al suo mulino.

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