Sala riconosce il problema sicurezza? Scalpelli “La rivoluzione che portò Albertini fu epocale e questo deve fare un sindaco”

Milano

Dopo aver detto e ribadito che il problema sicurezza non esiste, dopo i paragoni con altre città europee e non, dopo aver irriso chi percepisce un’idea di insicurezza a Milano, oggi Sala ammette il problema. Ma quanti stupri, quante zone franche di spaccio, quanti furti si sono consumati e sembra non finiscano mai? Da ottimo discepolo di Pisapia ha distrutto l’ottimo lavoro del sindaco Albertini, ha ignorato gli assembramenti sospetti degli immigrati, ha tollerato le occupazioni abusive. Afferma “ Sul fronte della sicurezza “ci sono una serie di temi su cui bisogna lavorare, io non parlo di emergenza perché l’emergenza dura un lasso di tempo limitato, qui invece c’è un problema con cui le città dovranno confrontarsi, non sono così sciocco da non capire che un tema c’è, per cui assolutamente ci stiamo lavorando”.

Sergio Scalpelli oggi suo elettore ma ieri assessore della Giunta Abertini, risponde senza giri di parole in un’intervista a Il Giornale «La distinzione tra sicurezza effettiva e percepita è una questione di lana caprina. Se c`è un tema di sicurezza percepita da fasce molto ampie della popolazione, vuol dire che c`è un problema di sicurezza reale. E questo diventa un tema cruciale per mantenere lo standard di attrattività che Milano ha raggiunto non solo dal punto di vista turistico, ma anche economico e finanziario, per altro facilmente dimostrabile. Finalmente il sindaco Sala sta andando nella direzione giusta…Eh… ma ormai non si può più negare la questione: a Milano c’è un problema sicurezza, che sociologicamente non ha niente a che vedere, per esempio, con il tema delle banlieue, ma c’è. Il tema diventa cruciale per le elezioni politiche e amministrative: una città che funziona e che dagli anni Novanta è ben amministrata, al di là dei colori politici, rischia così di distruggere il lavoro fatto. Il pericolo è che si crei una narrazione negativa che faccia perdere a Milano la sua forza propulsiva. Sappiamo che i sindaci non hanno poteri specifici sull’ordine pubblico ma Sala ora deve dimostrare con i fatti che Milano è sicura e che lui per primo vuole che lo sia…Secondo me il tema della sicurezza ha una componente di ordine: va ripristinato l’ordine in gran parte del territorio quindi tutte le battaglie che si possono fare per ottenere questo risultato vanno portate avanti. Non ci si può permettere di avere superficialità nel non vedere il problema come ordine e sicurezza…La prima grande iniziativa del suo mandato (ndr del sindaco Albertini)  fu la durissima vertenza sindacale con i vigili per riportarli nelle strade. (La stragrande maggioranza lavorava negli uffici). Con atteggiamento thatcheriano scardinò un sistema sindacale e un atteggiamento corporativo tra i ghisa, ottenendo il risultato. Questo per dire che se i sindaci non hanno poteri specifici di sicurezza, hanno un enorme potere politico. Il sindaco di Milano, direi, viene subito dopo premier, ministro dell’Economia e degli Interni…Il sindaco di Milano può mettersi a capo di un movimento di sindaci fortissimo per forza contrattuale…La rivoluzione che portò Albertini fu epocale senza un atteggiamento forcaiolo, ma con la volontà di riportare l’ordine, trovando la sponda nella sensibilità del governo Prodi, di centrosinistra. Così ricordo il progetto di Renzo Piano per Ponte Lambro, che puntava a appunto a una profonda riqualificazione di un quartiere disastrato. In sostanza Albertini scardinò il mito della destra forcaiola, amministrando la città con un mix di sicurezza, ordine e sviluppo di progetti di riqualificazione. Questo deve essere l’atteggiamento del sindaco: Ti proteggo ora e subito e metto le basi perché quel contesto venga riqualificato».

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