“Rinnovo il mio appello affinché si aprano degli spazi, si continuino a far arrivare gli aiuti umanitari e si liberino gli ostaggi. La guerra, ogni guerra nel mondo, è una sconfitta. La guerra sempre è una sconfitta, è una distruzione della fraternità umana. Fratelli, fermatevi”. E’ il grido alla pace lanciato da papa Francesco al termine della recita dell’Angelus in piazza San Pietro. “Cari fratelli e sorelle, ancora una volta il mio pensiero va a quanto sta accadendo in Israele e in Palestina”, aveva esordito il pontefice, “Sono molto preoccupato e addolorato. Prego e sono vicino a tutti coloro che soffrono, agli ostaggi, ai feriti, alle vittime e ai loro familiari. Penso alla grave situazione umanitaria a Gaza e mi addolora che anche l’ospedale anglicano e la parrocchia greco-ortodossa siano stati colpiti nei giorni scorsi”. “Ricordo che per venerdì prossimo 27 ottobre”, ha concluso papa Francesco, “ho indetto una giornata di digiuno, di preghiera, di penitenza e quella sera, alle 18 a San Pietro, vivremo un’ora di preghiera per implorare la pace nel mondo”. Un secondo convoglio di 17 camion con aiuti umanitari è entrato nel versante egiziano del valico di Rafah. Lo hanno riferito le principali agenzie di stampa internazionali.
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