Buona domenica amici sportivi, 4 gli anticipi tra venerdì e sabato, tra cui ben tre con le big in campo.
E proprio venerdì si è rivelato poco propizio per la Lazio di Sarri, sconfitta a Bologna.
Dopo un primo tempo particolarmente arrembante da parte della Lazio, il Bologna apre la ripresa con la rete decisiva di Ferguson, ben servito da Zirkzee, dopo appena 24 secondi, aggiudicandosi l’anticipo del venerdì. Decimo risultato utile consecutivo per la band di Thiago Motta, che non perde dalla prima giornata contro il Milan e che aggancia, almeno momentaneamente, il Napoli a 18 punti, in piena zona Europa. Dopo 3 successi di fila, la Lazio manca l’opportunità di avvicinare la zona Champions, restando a quota 16. Per Ciro Immobile, altra partenza dalla panchina.
Sabato in campo, come detto, per tre delle big di testa, ad iniziare dal Napoli di scena a Salerno. All’Arechi finisce 2-0 per i campioni d’Italia, un gol per tempo e hanno la meglio su una Salernitana sempre più giù e sempre ultima, unica nota positiva la qualificazione infrasettimanale in Coppa Italia. Sblocca il solito Raspadori nella prima frazione, chiude i conti il neo entrato Elmas nel finale. In mezzo un palo di Politano e diversi interventi di Ochoa: sull’ex interista, sull’ex Raspadori, su Zielinski. E Meret? Praticamente mai impegnato da Dia, Candreva, Ikwuemesi & C, lo specchio più fedele delle difficoltà della formazione di Inzaghi, pur generosa. Il Napoli, invece, si prepara nel migliore dei modi all’impegno in Champions League contro l’Union Berlino. Con un Raspadori più in forma che mai, una fase difensiva ritrovata e una classifica migliorata (tranne che sulla capolista Inter vincente a Bergamo), in attesa degli impegni delle rivali tra oggi e domani.

Nel tardo pomeriggio, derby lombardo invece tra Atalanta e Inter, che danno vita ad un match dai toni agonisticamente accesi, forse anche un po’ troppo da parte degli uomini di Gasperini. Fin dalle prime battute, in effetti, si nota tra i bergamaschi una foga spesso oltre il lecito, con falli a ripetizione e interventi anche pericolosi sulle gambe dei giocatori dell’Inter. Alla mezz’ora, senza però cause da addebitare a falli atalantini, brutto infortunio per Pavard, che poggiando male una gamba si procura una dolorosa distorsione al ginocchio, ed è costretto a lasciare il campo al subentrante Darmian.
Ma una grande squadra la si riconosce dai dettagli, da come si muove nelle partite importanti. L’Inter, da questo punto di vista, è una grandissima squadra, perché sul difficile campo di Bergamo fa tutte le cose giuste e vince con il punteggio di 2-1, allungando a +5 in vetta alla classifica. Di Calhanoglu su rigore e Lautaro Martinezle reti decisive, all’interno di 90 minuti contraddistinti dalla carica agonistica e dalla forza fisica. I bergamaschi di Gasperini hanno provato riaprirla a mezz’ora dal termine con il tap-in di Scamacca, anche se preceduto da un intervento parso scorretto ma non rilevato, su Dimarco, e negli ultimi 15 minuti non hanno però avuto la forza per scardinare la cassaforte di Sommer. È la terza vittoria consecutiva per Inzaghi, che conferma la miglior difesa (al pari della Juve) e si gode un attacco da 27 gol in 11 partite. Per l’Atalanta invece è una sconfitta che non ridimensiona affatto il percorso stagionale, anche se il quarto posto finisce nelle grinfie del Napoli.
Ultimo a scendere in campo a S.Siro il Milan, di fronte all’Udinese di Cioffi. E per la banda di Pioli non finisce affatto come si sperava, anzi, accade il contrario e sono i friulani ad uscire dal campo con 3 punti d’oro alla fine di una gara sicuramente sofferta contro una squadra di livello ovviamente superiore, ma forse in giornata non felice. Udinese che comunque non ha rubato nulla e non ha demeritato, battendosi con coraggio e vigore in tutti i 90’+7′, creando per prima una ghiotta occasione per lo 0-1: errore in difesa di Florenzi che regala la palla all’argentino Pereyra, ma il capitano dell’Udinese spreca calciando in curva. Dopo una decina di minuti il Milan prende possesso del campo e impegna il portiere avversario in diverse occasioni, ma il punteggio non si sblocca e si va al riposo sullo 0-0. Ripresa che inizia sullo stesso tono, Milan che ci prova, Okafor tocca per l’inserimento di Reijnders che viene murato da Silvestri. Udinese che risponde e si rende pericolosa a sua volta al 53′, Zemura salta 3 giocatori rossoneri e mette in mezzo all’area alla ricerca di un compagno. Calabria anticipa Ebosele e sventa la minaccia, spazzando in calcio d’angolo. La partita si sblocca a sorpresa quando arriva un rigore per l’Udinese, contestato dai rossoneri, ma confermato in seguito a verifica VAR. L’episodio al 60′, fallo di Adli su Ebosele e Sacchi indica il dischetto tra le proteste dei giocatori rossoneri. Pereyra sul dischetto, apre il piatto e spiazza Maignan, pallone a destra, portiere a sinistra e 1-0 per i bianconeri a San Siro!
L’Udinese capisce di avere di fronte un Milan un po’ evanescente, serra i ranghi e resiste, senza rinunciare a contrattacchi ogni volta che ne ha l’occasione, e arriva al recupero con altre due occasioni per un clamoroso raddoppio, sventato da un grande Maignan. Nulla da fare, i sette minuti (abbondanti) non bastano e Pioli con il suo Milan deve alzare per ora bandiera bianca. L’Inter si allontana ancora, ma rimane ai rossoneri un terzo posto a -1 dalla Juventus, impegnata questo pomeriggio in un difficile e sempre aspro confronto sul campo della Fiorentina, rivale storica. Dovesse vincere, il distacco del Milan andrebbe a -4, ma il campionato è ancora molto lungo e aperto.
Questo è quanto per gli anticipi, la parola ora alle restanti partite della domenica. A domani per i relativi commenti.
