“Viva l’Italia antifascista”. Il grido dal loggione della Prima della Scala

Milano

Erano necessarie le grida di due spettatori in un contesto di massima esecuzione musicale, senza alcun “profumo fascista”?

Concluso l’inno di Mameli ha esclamato “Viva l’Italia antifascista!”. Lo ha gridato, ed è stato applaudito, uno spettatore dal loggione alla Prima della Scala, edizione 2023, con il vice presidente del Senato Ignazio La Russa (FdI) sul palco reale al posto del presidente Mattarella, vicino al sindaco Sala che  ha voluto a fianco a sé, non a caso, la senatrice a vita Liliana Segre.

Prima dell’esecuzione dell’inno un altro spettatore aveva esclamato ‘no al fascismo’. La Digos ha identificato lo spettatore, Marco Vizzardelli, (alla faccia della Costituzione antifascista eh…) il quale – riferiscono le agenzie – si è messo a ridere. “Non l’ho sentito” ha poi detto La Russa. “Ha dei problemi” ha commentato invece Matteo Salvini riferendosi al loggionista.

“Trovo un po’ inquietante che io sia stato identificato, non può non venirmi il dubbio che siamo alla soglia di uno stato parafascista”. Lo ha detto all’ANSA Marco Vizzardelli.”Non sono un pericoloso comunista, al massimo un liberale di sinistra – prosegue – ma non reggo due cose: qualsiasi vago profumo di fascismo e qualsiasi forma di razzismo. E ieri avevo davanti due rappresentanti dello Stato come Salvini e La Russa che su entrambi questi fronti mi lasciano molto perplesso”. Non si aspettava tutto questo clamore Marco Vizzardelli “perché dire che l’Italia è antifascista è lapalissiano oltre che costituzionale. Non mi aspettavo proprio tutto questo can can”.

In una nota, la Questura di Milano afferma quanto segue: L’identificazione dei due spettatori presenti in galleria, avvenuta durante la “Prima” del Teatro alla Scala, è stata effettuata quale ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione. L’iniziativa non è stata assolutamente determinata dal contenuto della frase pronunciata, ma dalle particolari circostanze, considerate le manifestazioni di dissenso poste in essere nel pomeriggio in città e la diretta televisiva dell’evento che avrebbe potuto essere di stimolo per iniziative finalizzate a turbarne il regolare svolgimento. La conoscenza dell’identità delle persone ha consentito, infatti, di poter ritenere con certezza l’assenza di alcun rischio per l’evento.

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