Uno sciopero contro le politiche di Sala e Granelli
Ha fatto discutere lo sciopero della Polizia Locale la scorsa settimana. Il Corriere ha scritto che i ghisa stavano snaturando la loro storica vocazione al servizio dei cittadini. Sala ha cercato di far passare la vulgata che i vigili addirittura scioperavano contro un piano per riportarli in strada. Non è così.
Se nelle strade vediamo sempre meno Polizia Locale è per le scelte politiche sbagliate che da più di 10 anni hanno assunto Sala e Pisapia.
Prima fra tutte il ritardo nel bandire i concorsi, per cui oggi non abbiamo nemmeno i vigili per coprire il turnover, mentre il Sindaco in campagna elettorale cianciava di 500 vigili in più.
Poi perché in questi anni l’organizzazione del Corpo è stata affidata alle cure di Assessori (Granelli, Rozza, Scavuzzo e poi ancora Granelli) e Comandanti scelti con logiche partitiche più che di esperienza e competenza. Infine perché sono stati frammentati gli uomini in tanti micro nuclei ma mancano gli uomini per presidiare le strade e le notti milanesi.
Come ricordano quelli coi capelli bianchi, un tempo il ghisa era soprattutto una presenza amica e autorevole sulle strade, agli incroci. Negli ultimi anni invece è stato smantellato l’ufficio della polizia locale che si occupava di regolare il traffico, definendo incroci, aree di sosta e viabilità. Sala ha deciso che la gestione del traffico deve essere affidato ai giovani consulenti green di AMAT, alle telecamere delle ZTL e agli autovelox.
Le attività di presidio e di rispetto della legge hanno dovuto fare i conti col buonismo della sinistra. Giusto per fare un esempio la polizia locale non accompagna più i controllori sulla 90/91 per controllare i documenti. Oppure si ripristinano i Vigili in bici dopo che la morte dell’agente Savarino ha dimostrato la pericolosità. È di questi giorni la proposta del Presidente della Commissione Sicurezza, Albiani (PD ), di istituire corsi per gli agenti della Polizia Locale, per insegnare loro come non discriminare extracomunitari e Lgbt.
Ma il caso più emblematico è quello del Taser. Questo strumento per certi interventi è più sicuro ed efficace delle armi, può essere assegnato agli agenti di Polizia Locale dal 2022. Ma alcuni esponenti del PD sono contrari e così si è bloccato tutto. E quando il superconsulente voluto da Sala, il Prefetto Gabrielli, ha ammesso che è utile che i Vigili ne siano dotati, ecco l’ineffabile annuncio dell’Assessore Granelli: “Stiamo predisponendo un regolamento per sperimentare i 2 taser (due in totale) che verranno affidati ai 3000 agenti della polizia locale di Milano”!!
Dunque mentre gli interventi dei Vigili in contrasto al crimine sono decine al giorno, il Comune ci metterà 2 anni a dotare la città di 2 soli taser!
Forse il problema non è un giorno di sciopero dei ghisa ma 10 anni di scelte politiche sbagliate e di gestione sgangherata del corpo.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Buongiorno, mi corre l’obbligo, al netto del bel articolo,precisare un po’ di inesattezze sulla atavica questione:
Come sempre, si vuole far finta di vedere il vero problema e si guarda il dito al posto della luna,continuando nella inefficace politica dei panni e pannicelli caldi!
Il tesar in questione,non solo non risolve ma rischia di aggravare lo stato di fermo; se il malcapitato o facinoroso
Soffrisse di cardiopatie,una scossa elettrica potrebbe essere fatale.
Viene quindi chiaro comprendere che il problema, come sempre,è di leggi adeguate ai tempi moderni.
Il testo unico di pubblica sicurezza, non consente ancora atti di contenimento come negli Stati Uniti d’America, dove vige un’altra concezione giuridica.
Il problema non è, ne’ il taser o altri strumenti coercitivi,ne’ il numero di agenti da assumere.
Tutto questo serve soltanto ad avere,a parer mio,il pretesto per predisporre sempre più telcamere in ogni dove,in barba alla privacy delle persone.
Telecamere, che ,non controllano solo eventuali malintenzionati, ma soprattutto la gente comune, e questo ritengo sia inaccettabile in uno Stato di Diritto.
Altra soluzione è, il pattugliamento a piedi in ogni quartiere come avveniva uns volta nella Parigi degli anni ’50 e’60,vedi i film di Jean Gabin.
Ieri polizzioto,un fischietto e uno sfollagente oggi un cellulare con gps,uno sfollagente,una buona preparazione e delle leggi adeguate.
Spero di aver dato un contributo.
Distinti saluti.
Un bell’articolo di de Pasquale, aimè sull’annoso problema di Sala e della sua cricca. Elezioni! Elezioni!!!
La questione è ben centrata e senza dietrologie. Dieci anni di vuoto politico e di problemi rimasti irrisolti e, addirittura, aggravati dal malgoverno della città, sono una enormità.
Il taser o è utile o non lo è. Premesso che verrebbe utilizzato nei confronti di soggetti facinorosi e/o delinquenti, nella flagranza delle loro azioni, e non certo di tranquilli pensionati a spasso con i nipotini, se tale strumento è ritenuto utile nel nostro tempo, non si comprende perché si debba attendere due anni, mentre per le pericolosissime piste ciclabili si sono trovati soldi e tempo a velocità supersonica.