Gli studenti che ieri in piazza Fontana a Milano hanno manifestato contro quella che definiscono “la repressione del dissenso” hanno chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Piantedosi.
“Le immagini di Pisa, Catania, Firenze dimostrano che nostra voce è scomoda e non si può stare in silenzio”, commenta Farida Rodriguez, dell’Unione degli universitari.
In piazza anche esponenti di diverse realtà politiche e sindacali, dal Movimento 5Stelle ai giovani democratici, dall’Arci alla Cgil: “Il diritto al dissenso è importante, c’è chi è morto per difenderlo. Per questo essere qui, accanto a giovani che sono nostro futuro, è importante”, dice Elena Dorin, della segreteria confederale Cgil Milano.
Solo sabato Silvia Sardone, europarlamentare e consigliere comunale della Lega, aveva sottolineato «Oggi il segretario metropolitano del Pd annuncia che sarà al fianco dei ragazzi che domenica saranno in piazza Fontana “in difesa del diritto al dissenso” e per “urlare il nostro diritto di manifestare e di sentirci tutelati nel farlo”.
Forse si scorda che il diritto a manifestare è sempre stato garantito, persino quando i cortei erano stati vietati dalle autorità come in occasione della manifestazione anti-Israele del 27 gennaio, dunque questa non è altro che una deriva anti-polizia che strizza ancora di più l’occhio a collettivi studenteschi, su tutti gli estremisti di Cambiare Rotta, centri sociali, anarchici e sovversivi vari. Fa sorridere inoltre il segretario quando parla di giovani che manifestano per la pace: il loro concetto di pace e è forse insultare gli agenti e prenderli a calci e sputi? Se c’è una cosa certa nella vita, oltre alla morte, è il Pd che sta sempre dalla parte opposta a quella del buonsenso».
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