Scusate la pignoleria, ma quando uno invoca le regole si deve essere precisi.
Dichiara il Sindaco Sala: “Difendo senz’altro la regola dei dieci anni. Per qualcuno, e non mi riferisco a Salvini ma in generale, le regole sono fatte per essere bypassate, per me le regole sono fatte per essere rispettate”.
A cosa fa riferimento il Sindaco? A una legge fascista, entrata in vigore il 2 agosto del 1927. Perché il fascismo non ha fatto nulla di buono, salvo quando quello che ha fatto si può usare contro gli avversari. A quel punto, dura lex sed lex. Peraltro, se vogliamo come dicevamo prima essere pignoli, l’articolo 2 della legge dice:
“Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni.”
Quindi, le leggi vanno rispettate, ma prima andrebbero lette e capite: questa si applica a strade o piazze. Non agli aeroporti.
Recita poi l’articolo 3:
“Nessun monumento, lapide od altro ricordo permanente può essere dedicato in luogo pubblico od aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Rispetto al luogo deve sentirsi il parere della Regia commissione provinciale per la conservazione dei monumenti.”
Ancora una volta non si parla di aeroporti. Ma ammettiamo che in un secolo qualcuno abbia ricompreso pure gli aeroporti. Non mi stupirebbe, recita l‘articolo 4:
“È inoltre in facoltà del Ministro per l’interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione.”
Vogliamo provare a chiedere a Piantedosi la deroga? No, perché la regola dice che decide lui. Non Sala. Il quale, a proposito di regole, non ricordo avesse questo culto fanatico quando si trattava di torri che nascevano da case di ringhiera. Come testimoniano i quindici edifici sotto sequestro della Procura di Milano. Se poi vogliamo dare una lettura storicamente accurata della legge, il tempo dei dieci anni serviva perché eventuali informazioni nascoste potessero emergere. Ma cosa può emergere su Berlusconi che trent’anni di processi e persecuzione giudiziaria non abbiamo già scavato o inventato? Questa posizione non ha senso, da qualunque angolo la si guardi.
Insomma, sono tutti ferrei cultori delle regole quando si tratta di cancellare gli avversari. Nulla di nuovo.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,
Ma dai, Berlusconi non ha bisogno di lapidi, vie o piazze a lui intitolate. E’ ancora sui giornali, in TV, sul Web quasi tutti i giorni. Forse, ma forse, tra cento anni lo nomineremo di meno. Come diceva la pubblicità: Berlusconi, basta la parola!