Al cimitero di Bruzzano si sono svolti i funerali di Ramy Elgaml. Presenti i genitori, familiari e amici. Hanno partecipato alla cerimonia di sepoltura anche il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino e la consigliera Carmela Rozza.
L’appello dell’Imam – “La morte di Ramy dovrebbe essere un punto di riferimento ma anche di partenza per migliorare la nostra vita, per migliorare la nostra presenza come comunità musulmana a Milano e in Italia in generale”. Lo ha detto l’imam di via Padova Mahmoud Asfa, durante il momento di preghiera prima della sepoltura di Ramy al cimitero di Bruzzano. “Dobbiamo essere veramente rispettosi e rispettati in questo Paese”, ha continuato Asfa che ha fatto un appello “per le nostre istituzioni perché diano più attenzione ai nostri giovani: date loro più opportunità di lavoro e di essere inclusi in questa società. I giovani sono il futuro di questo Paese. Un Paese senza giovani non ha nessun futuro, quindi chiediamo alle nostre istituzioni di dare più attenzione ai nostri giovani perché sono giovani di questo Paese, sono figli di questa società. Hanno il sacro diritto di avere le loro chance di costruire una vita migliore. Devono avere gli stessi diritti di tutti gli altri giovani loro coetanei, perché sono italiani come loro”. La comunità musulmana “è piena di giovani che vogliono partecipare allo sviluppo di questo Paese e sono interessati a costruire il loro futuro personale e collettivo. Spero che la morte del nostro carissimo Ramy sia un punto di partenza e un punto di riflessione, per cambiare”, ha concluso.
Alle polemiche seguite dopo i fatti di corvetto, evidenzia Silvia Sardone “Nel rispetto del dramma di una famiglia che ha risposto con grande dignità di fronte alla tragedia e alle successive polemiche, credo comunque sia sbagliato, come ha fatto l’imam Mahmoud Asfa, inserire nel dibattito sul disagio dei giovani e sui fatti di violenza del Corvetto la questione della cittadinanza. Non credo proprio che i protagonisti degli scontri abbiano a cuore la richiesta di cittadinanza tramite ius soli e ius scholae. Quei violenti non vanno giustificati e le loro azioni non vanno utilizzate per rivendicazioni politiche. La cittadinanza facile non è la soluzione, perché non basta un pezzo di carta a integrare e soprattutto a far sentire italiano chi, molto spesso, non vuole proprio sentirsi italiano. Le istituzioni invece di “parlare” a chi non rispetta le leggi, devono concentrarsi sul far rispettare le leggi, sul mettere in sicurezza i quartieri, sullo sviluppare un rispetto, tra i giovani, verso le forze dell’ordine che troppo spesso sono idealizzate come il nemico” Così in una nota Silvia Sardone, eurodeputata e consigliere comunale della Lega
– “Siamo lontani come comunità, lontanissimi, da quello che è successo nel quartiere di Corvetto. L’appello all’unità lo abbiamo lanciato dal primo momento. Hanno fatto il casino lì. Non sappiamo neanche noi quello che è successo perché la cosa è andata in mano a qualcuno. Abbiamo chiesto loro di calmarsi fino a quando uscirà la verità e sapremo quello che è successo”. Lo ha detto AlyHarhash, presidente della comunità egiziana di Milano
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