Equalize, la Procura insiste: “Domiciliari per Pazzali”

Milano

La Procura di Milano insiste: Enrico Pazzali deve andare agli arresti domiciliari. Di questo si discute al tribunale del Riesame, chiamato a valutare le richieste dei pubblici ministeri. Il presidente di Fiera Milano, autosospeso dal 28 ottobre, è considerato da chi indaga il vero capo di Equalize, l’agenzia al centro dell’inchiesta sui dossieraggi illegali – ne avrebbe fatto una fabbrica di fascicoli, ancora in grado di condizionare economia e politica.

Enrico Pazzali però “rigetta le accuse”, è “estraneo ai fatti contestati” riporta la sua difesa, che davanti al tribunale del Riesame ha fornito una prima “ricostruzione precisa”, annunciandone altre in base ai fatti contestati. Al termine dell’udienza, l’avvocato Federico Cecconi ha chiarito che “certamente” il titolare di Equalize si farà interrogare dai pubblici ministeri. E rispetto al suo incarico in Fondazione Fiera Milano ha risposto che “allo stato è autosospeso e poi adesso valuteremo”.

In una memoria difensiva depositata al Riesame, Pazzali dice di non aver mai richiesto nessun accesso allo Sdi, la banca dati delle forze dell’ordine, nei confronti del presidente del Senato La Russa e dei suoi familiari. “Pacificamente non sapendo – si legge – che Gallo e Calamucci effettuavano gli accessi allo Sdi”. Nel documento di parla inoltre della “assenza di qualsivoglia riscontro estrinseco” e inattendibilità delle dichiarazioni a verbale di Carmine Gallo e Samuele Calamucci proprio su Pazzali.

Stralciata la posizione di Carmine Gallo, l’ex super poliziotto morto 10 giorni fa mentre era ai domiciliari. E resta ai domiciliari l’altro indagato eccellente, l’hacker Samuele Calamucci: per lui i pubblici ministeri hanno rinunciato alla richiesta del carcere, lo avrebbero fatto anche per Gallo. “Hanno rilasciato dichiarazioni autoaccusatorie, loro posizione si è già cristallizzata e quindi non ha più senso l’aggravamento della misura” dice Antonia Augimeri, avvocata di Gallo e Calamucci.

Sono 15 in tutto gli indagati per i quali la procura continua a chiedere il carcere o i domiciliari; alcune posizioni vengono discusse oggi. Altre sono state rinviate alla prossima settimana – come quella di Gabriele Pegoraro. indagato a piede libero: è l’ingegnere informatico che nel 2019 riuscì a rintracciare Cesare Battisti. Nell’inchiesta, è accusato di aver spiato, tra gli altri, il campione olimpico Marcell Jacobs. “In realtà non esistono chat di Jacobs – spiega Pegoraro – non consegnai niente, ho fatto solo una ricerca tra l’altro pensavo a suo favore”.

Al termine delle udienze, ci vorrà circa un mese prima di conoscere le decisioni del Riesame.

Il servizio di Roberta Di Matteo, con le interviste ad Antonia Augimeri, legale Calamucci e Gallo; e a Gabriele Pegoraro, ingegnere informatico indagato.

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