A Milano, il 60% degli immobili dovrà essere riqualificato entro i prossimi cinque anni per rispettare le scadenze europee in materia di sostenibilità. Le direttive comunitarie, in particolare quelle relative alle “Case green”, impongono che tutti gli edifici residenziali raggiungano almeno la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e la classe D entro il 1° gennaio 2033. Questi obiettivi rappresentano una sfida significativa per l’Italia, e Milano non fa eccezione, anche se non è in una posizione peggiore rispetto al resto del Paese.
Secondo un’analisi condotta nel 2024 dal portale Casavo, basata sulle valutazioni energetiche degli immobili, il 60% delle abitazioni milanesi necessita di interventi di riqualificazione. I dati rivelano che il 25% degli immobili valutati rientra nella classe energetica G, la più bassa, mentre il 19% è in classe F. Queste due categorie richiederanno interventi urgenti, come miglioramenti dell’isolamento termico, l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti e meno inquinanti, una gestione più intelligente dei consumi e l’adozione di fonti energetiche rinnovabili.
Tuttavia, non mancano aspetti positivi: il 16% degli immobili milanesi è già in classe E e il 14% in classe D, percentuali superiori alla media nazionale. Questo risultato è frutto degli sforzi di riqualificazione urbana intrapresi negli ultimi anni, che hanno visto Milano protagonista di numerosi progetti innovativi. Nonostante ciò, la strada da percorrere rimane impegnativa per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea.
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