Di Claudio Bernieri
Massiccio intervento a gamba tesa dei cinesi per garantitirsi in futuro, votando Sala, il famoso portale stile “Anno del Dragone” a Chinatow, ex Paolo Sarpi, costruzione poi sospesa per la ribellione dei residenti.(https://www.youtube.com/watch?v=4BFTWg3pNy8)
Un voto di scambio sotto gli occhi degli stessi militanti del Pd che assistono increduli e indignati al cammellaggio dei cinesi, per lo più commercianti di chincaglieria all’ingrosso, presenti in forze nei seggi semideserti delle primarie del Pd. Il carnevale di Viareggio si sposta così a Milano e debutta alle primarie con la maschera del compagni Liu Sciao Sala. Perché, dopo lo scandalo di Genova (truppe cammellate per sostenere la candidata renziana Paita) che Primarie sarebbero senza truppe cammellate? Dopo l’antipasto dei banchetti gestiti da sudamericani, per mancanza di managment meneghino, documentati nel nostro video a Porta Ticinese (https://vimeo.com/153740466 ) per giunta sullo sfondo di un senza casa ignorato cinicamente dai “banchettanti”, ora lo scandalo delle primarie truccate. Appare all’orizzonte l’aiutino pratico e interessato della comunità cinese. Per la storia, a testimoniare le truppe cammellate in azione, un cittadino del quartiere Isola, Nicolò Doveri, che munito di macchina fotografica ha scattato delle immagini e ha mandato questa lettera sulle presunte irregolarità nel voto al pensamiento arancione, cioè a Radio Popolare, fucina del radicalismo chic fru fru mazzolatore. “Buongiorno, sono un cittadino che abita in zona Isola. Stamane sono uscito di casa per andare a votare alle “primarie” presso il Circolo 1° Maggio Isola-Zara. Come spesso mi capita, ho portato la macchina fotografica per fare qualche scatto al quartiere nel giorno di mercato. Giunto al Circolo, ho trovato di fronte ad esso una piccola folla di persone orientali. In breve, ho compreso quanto stava accadendo ed ho fatto un po’ di foto che allego. Ho chiesto ad una delle persona in coda se fosse un elettore Pd e mi ha risposto: no, no, io sono per votare Sala, Giuseppe Sala. Ho domandato allora se lo conoscesse e la risposta è stata: no, non conosco; tutti cinesi vota Sala. Inoltre, ho notato che uscendo dal seggio, alcune delle persone a cui mi riferisco si scattavano selfie con tablet e cellulari sullo sfondo dei manifesti elettorali, di fronte alla porta di ingresso. Cordiali saluti Nicolò Doveri”.
I ligi cronisti di Radio Pop hanno diffuso l’informativa di Doveri. Revival del cammellaggio genovese dove i maghrebini e i cinesi sotto la lanterna dovevano votare Paita, poi asfaltata da Toti. Denunciò la truffa delle primarie, allora, il companero Cofferati. Si beccò anatemi e fatwe. Ad attaccare la carnevalata di Sala è stato subito il segretario della lega Matteo Salvini, che se l’è presa con l’afflusso sospetto dei cinesi nei gazebo: “File di cinesi, molti dei quali intervistati dalle tivù non parlano neanche italiano, votano il renziano Sala alle primarie Pd per Milano. Che pena, povera Milano e povera sinistra!” Il responsabile sicurezza Emanuele Fiano ha subito bollato come “irricevibili e disgustose” le critiche.” I cittadini stranieri che hanno votato, ha sottolineato l’indignato, sono stati il 4 per cento, e tutti regolarmente residenti a Milano”. A completare il lavaggio del cervello, sono intervenute anche le associazioni delle varie comunità straniere manovrate dal Pd: somali, cinesi e sudamericani hanno diffuso una nota congiunta in cui smentiscono che ci sia stato “voto di scambio”.
Insomma, internazionalismo proletario disinteressato, in nero, per il compagno Che Mao Sala. Fatto sta che i cinesi, disciplinatissimi, hanno votato quasi tutti in blocco per l’ex mister ExpoSala, con tanto di appello in mandarino sul sito huarenjie.com a scegliere l’ex manager per cui tifa Renzi. Lui, al seggio, ha sdrammatizzato (“Qui ne vedo solo due”) ma in quasi tutti i circoli aperti l’affluenza orientale è stata decisamente maggiore del previsto. Arrivavano in gruppo, qualcuno parlava italiano ma molti avevano bisogno anche del traduttore, però volevano votare e sapevano perfettamente per chi. “Molti volevano entrare in cabina in tre o in quattro alla volta. Li ho dovuti fermare e li ho obbligati a entrare uno per uno. Va bene la scusa della lingua, ma così no”, si è lamentato all’Huffington Post il presidente del seggio di viale Monza Carlo Bonaconsa. Qualche cinese di seconda generazione ha argomentato un po’ la propria scelta: “Sala va bene per il nostro popolo, mia figlia lo ha incontrato e ha detto che è la persona giusta”. Risponde un militante del Pd ai seggi: “Questa dei cinesi in coda non mi piace. Se sono residenti è giusto che votino. Ma è un voto evidentemente organizzato. In molti casi si tratta di persone che non parlano e non comprendono nemmeno l’italiano e si presentano con il traduttore… ” Cinesi in fila per che cosa? Mr. Expo aveva proposto di costruire una orrenda porta cinese tipo Chinatown in via Paolo Sarpi, per delimitare il ghetto del commercio abusivo perpetrato dai compagni cinesi sotto gli occhi dei vigli urbani. Una constatazione che scatena l’ironia sul web:
Dice Stefano Porta: “ In piazza S.Materno c’è un bar di cinesi che funge da seggio “.AntonioLomonaco e RiccardaSalmistraro sottolineano: “Ma di che stiamo parlando? Sono anni che vi è sfuggita di mano la situazione. ….sono censiti tutti questi cinesi ? Anca no …quindi che il voto è imbroglio e pilotato è un’ottima intuizione x i saggi!!”
Una istantanea intanto dai seggi: con un dirigente di zona di Sel, Fabio Casiroli, che racconta: “Il primo gruppo si è presentato pochi minuti prima delle 8. Avevano solo un bigliettino in mano con su scritto il nome del candidato da votare”. Cioè Beppe Sala. Colpo d’occhio simile in viale Monza, al circolo di unità proletaria intitolato a Luciano Lama. Tanto che anche il presidente del seggio si è lamentato con i dirigenti del Pd: “Non parlano una parola di italiano eppure vengono a votare, alcuni neanche sapevano come farlo”. Ma una volta capito come fare, avevano le idee chiare sulla preferenza. A quanto riferiscono i rappresentanti di lista presenti al seggio, gli elettori cinesi sono sopraggiunti in gruppi di almeno una decina di persone, con moduli di preiscrizione al voto precompilati e – come detto – in difficoltà a votare il proprio candidato. In una occasione, attorno alle 14.15, mentre il presidente di seggio si è momentaneamente allontanato, una persona si è avvicinata a una connazionale impegnata a votare per “aiutarla” a segnare la scheda. Al seggio di Monte Stella, invece, tra un quarto e un quinto degli elettori sarebbero stati cinesi. “E qui finora non avevamo mai visto nessuno di loro venire a votare – denuncia Enrico Fedrighini – Si facevano le fotografie dentro al seggio, davvero preoccupante”.
La base del Pd è in rivolta. Voto di scambio in nero o internazionalismo proletario? Majorino è sicuro della prima ipotesi, e polemizza duramente con Sala: “Ho litigato e non poco con la Comunità cinese lì presente. In queste ore scopro che uno dei motivi che spingerebbe un gruppo di cittadini cinesi a partecipare alle primarie riguarderebbe proprio la necessità di sostenere Sala anche in “antitesi” alla mia candidatura. Ecco: non cambio idea. Il quartiere deve conoscere nuove regole”
Le primarie del Pd aprono così il carnevale ambrosiano.