“Sono Fernanda Wittgens” Una vita per Brera

Cultura e spettacolo

A sessant’anni dalla morte di Fernanda Wittgens, la prima donna nominata direttrice di Brera, Giovanna Ginex, storica dell’arte e curatrice indipendente, ripercorre le tappe salienti della sua esistenza dedicata all’arte in una biografia più intensa di un romanzo.

Fernanda Wittgens (Milano, 3 aprile 1903- 12 luglio 1957) è stata insegnante, critica, storica dell’arte e prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera (dal 1940 al 1944) , oltre che la prima in Italia a ricoprire questo ruolo in un importante Museo.  Brera, come la vediamo adesso, è merito del lavoro e della ferrea volontà della Wittgens che entrò a Brera nel 1928, come operaia avventizia dopo la laurea con Paolo D’Ancona che le fece conoscere il direttore della Pinacoteca, Ettore Modigliani che  fu allontanato dall’amministrazione braidense a seguito dell’emanazione delle leggi razziali. La Wittgens  continuò la sua opera e nel 1940 ne divenne la Direttrice.

La Wittgens amava l’arte sopra ogni cosa; per questo durante la guerra la protesse a costo della vita. Fin dall’inizio dei bombardamenti  su Milano (agosto 1943) mise in salvo le opere di Brera, del Museo Poldi Pezzoli e della Quadreria dell’Ospedale Maggiore. Si adoperò per aiutare ebrei perseguitati ad espatriare ma, a causa di una delazione, nel ’44 venne arrestata e condannata a 4 anni di reclusione. Dopo 7 mesi di detenzione la famiglia  presentando un falso certificato di tisi, riuscì a farla scarcerare.

Assieme a Modigliani, su progetto dell’arch. Pietro Portaluppi, iniziò la ricostruzione della “grande Brera”  che il 9 giugno del 1950 venne restituita a Milano e all’Italia. Nello stesso anno con Portaluppi elaborò un piano regolatore che prevedeva un collegamento tra Pinacoteca, Accademia di Belle Arti, Biblioteca, Osservatorio astronomico e Istituto Lombardo di scienze e lettere. In qualità di soprintendente alle Gallerie della Lombardia si occupò fattivamente della ricostruzione del Museo teatrale della Scala, del Poldi Pezzoli, oltre che del restauro del Cenacolo vinciano.

A Fernanda Wittgens  si deve anche una rivoluzionaria attività all’interno di Brera ricostruita; la Pinacoteca venne animata da innovativi eventi espositivi e didattici: vennero organizzate visite guidate da personale specializzato – spesso anche da lei stessa – per varie categorie di persone, come bambini, pensionati, portatori di handicap, un’assoluta novità per gli inizi degli anni ’50. Fernanda Wittgens si spense a soli 54 anni; la camera ardente fu allestita davanti all’ingresso della Pinacoteca, in cima allo scalone d’onore, e vi parteciparono migliaia di persone. Il funerale si tenne nella chiesa di S. Marco. Fernanda Wittgens riposa al Cimitero Monumentale.  Il 6 marzo 2014 le vengono dedicati un albero e un cippo al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di MIlano.

Sono Fernanda Wittgens. Una vita per Brera, il libro di Giovanna Ginex per la collana Biblioteca d’Arte di Skira editore.

1 thought on ““Sono Fernanda Wittgens” Una vita per Brera

  1. Apprezzo moltissimo la sensibilità e l’intelligenza della studiosa Pierangela Guidotti per aver ricordato in questa pagina la figura della insigne storica dell’Arte, Scrittrice e cattedratica Fernanda Wittgens.
    Cesare Cacciavillani Motta
    20 nov. 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.