Con tutto il cuore VAFFAN…agli incapaci che sono basiti perché è arrivata la competenza, l’efficienza e una visione di Paese basata sul merito e la capacità. Adesso la poltrona comodissima per pontificare il nulla si è improvvisamente incendiata e li espelle nel mondo delle contraddizioni, delle critiche di piazza, nella farsa comica recitata imitando il capocomico. E i “geni” grillini parlano, offesi e senza alcuna considerazione acritica. Grillo e Crimi dicono no a Draghi e professano lealtà a Conte. Questa la linea, ma si prevedono spaccature. O forse no, visto l’atteggiamento pecorone del movimento.
Ma come si fa a non capire che oggi è prioritario il Paese e, per fortuna c’è Draghi, dopo la fragilità di un governo dettato da un Conte permaloso e astioso. “Non ci vengano a chiedere di votare Mario Draghi. Abbiamo fatto di tutto. Perfino annientarci negli uffici a lavorare pur di dare una mano a chi ne aveva bisogno. Questo per noi è stato governare l’Italia“, ha esordito nel suo lungo post social, Toninelli. Il Giornale riassume le reazioni alle sue parole “Danilo Toninelli, Oscar per la dichiarazione più bella di questa bellissima crisi“, scrive Pietro Salvatori, giornalista dell’Huffington Post. Gli fa eco Luciano Capone, firma de Il Foglio: “Toninelli boccia l’ipotesi Draghi e spiega che in questi anni ha fatto di tutto, perfino lavorare“. Caustico anche il giornalista Roberto Renga: “Provo grande affetto per Toninelli che, una volta ministro, ha addirittura lavorato e non si è ancora ripreso“.
Allora, quando obbedivano ad un diktat di silenzio con i media, come si stava bene: quante falsità si sono evitate…. Emilio Carelli lascia il Movimento “Il Movimento ha perso l’anima. Porto nel cuore i valori fondativi dei 5 Stelle nei quali mi riconosco, purtroppo il bilancio finale non è positivo. Sono deluso, troppe persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati».

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano