Un commento un po’ ironico sulle verità che oggi Sala non riconosce e sugli insulti gratuiti che distribuisce al Centrodestra.
Giannino della Frattina su Il Giornale scrive “E quindi. C’è da dire (o da sperare) che con tutti i suoi impegni, il sindaco Giuseppe Sala non abbia avuto il tempo di leggere il programma elettorale che i suoi collaboratori hanno pubblicato sul suo sito. Ovviamente variopinto di arcobaleno, tanto per cavalcare l’onda gaylesbobitransgender. Non si spiegherebbe altrimenti la volgarità della seconda delle 18 illeggibili pagine, illustrate dalle foto del «caro leader» che abbraccia anziani, si «selfa» con i giovani, sorride a Obama, marcia tipo quarto stato di Pellizza. Roba da diabete che nemmeno la Corea di Kim Jong-un. «Milano si legge non ha bisogno di governanti “yes men” o “yes women ‘ nei confronti dei potentati che li hanno eletti, a cominciare da Arcore e dintorni».
A parte l’italiano zoppicante di quel “nei confronti”, a colpire è la rozzezza dell’assunto e il suo essere fuoriluogo in un programma dove un ri-candidato sindaco potrebbe limitarsi a illustrare progetti e proposte. Evitando la sventagliata del guano a raffica senza nomi e cognomi, ma con allusione. Che istiga al disprezzo per l’avversario trasformato in nemico. Servo e quindi degno del disprezzo del sempre più numeroso popolo degli odiatori nascosti dietro l’anonimato dei social. O magari no, ci sarà anche qualcuno che per strada darà dei «servi» ai candidati del centro destra e sputerà loro addosso. E allora arriveranno i rammarichi da coccodrillo e le finte solidarietà che poco costano quando il guaio è già fatto.
Ricordate le aggressioni verbali al governatore Fontana diventate minacce dei terroristi? Ecco perché l’insulto colpisce ancor di più, conoscendo il rispettoso abito istituzionale solitamente indossato da Sala. E magari ricordando l’appoggio non di circostanza che gli fu dato da politici e quotidiani di centrodestra, compreso questo Giornale, quando la magistratura lo perseguitò per macchiare la sua Expo di successo. Oppure il suo passaggio dall’impresa privata all’impegno pubblico con l’approdo al Comune come direttore generale dell’allora sindaco letizia Moratti. Un esempio di civilservant indubbiamente legata a Berlusconi. Una “yes woman” anche lei, sindaco Sala? Smentisca quelle parole. Non le appartengono, fanno parte piuttosto della tradizione gramsciana della sinistra più sovietica o del disdicevole Berlinguer della superiorità morale, civile e addirittura «antropologica» dei comunisti su chi non voleva che l’Italia diventasse come la Russia. Un errore che la sinistra ha pagato caro, dissolvendosi nella sua arroganza. Lei è un liberale, probabilmente di centrodestra, lasci stare i cattivi maestri. Non diventi il nipotino di una così nefasta (e criminale) tradizione.”
Giannino della Frattina (Il Giornale)
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