Sala scrive una lettera aperta a Marina Berlusconi quasi insolente, per quel pietire vicinanza di intenzioni ben lontane dall’affetto e dall’ammirazione di una figlia per il padre. Da qui l’ottusità di un pensiero conforme a quella sinistra che non vede al di là del suo naso e che parteggia senza se e senza ma per un’uniformità di odio viscerale mai sopito. Parafrasando la nota scritta da Sala senza alcuna vergogna, si evidenzia la sua incrollabile convinzione di essere arbiter di una giustizia sociale di cui nessuno ha bisogno. Inizio
– “Mi rivolgo alla primogenita di Silvio Berlusconi. Cara Marina, la reputo da sempre una persona intelligente e le sue recenti dichiarazioni me ne hanno dato conferma.” E meno male che le dà credito di intelligenza, ma pare una volontà di essere a sua volta accreditato.
“Lei ha vissuto sulla sua pelle quanto suo padre sia stato amato e odiato. Ma non era meglio aspettare, far sì che gli animi si distendessero, far leggere alla storia la vicenda di suo padre con più tranquillità?”
Odiato da chi? I soliti disfattisti rosiconi? La storia ha già detto, parlato, evidenziato, che cosa aspettare?
“ Perché dobbiamo tornare così presto a schierarci, viste le modalità con cui questa decisione è stata presa? Davvero lei è felice che questo dibattito si riaccenda subito? Glielo chiedo nel rispetto comunque totale delle sue opinioni.”
Perché la parzialità di visione, l’ignoranza del valore, la volontà acritica hanno chiuso gli occhi e le idee ad una sinistra che non vuol vedere. Schieratevi, andate in piazza, mostrate pure gli striscioni da perdenti.
“Continuerò a sollevare la questione, educatamente e senza mancare di rispetto a nessuno. E’ mio dovere farlo. Come è certamente mio dovere occuparmi di tutte le altre cose che riguardano Milano.”
Ai milanesi non sembra che abbia tempo da perdere, considerati i fallimenti di gestione della sua amministrazione, ma se vuole gridare alla luna, faccia pure. Tra parentesi Malpensa è nel varesotto.
E poi il capolavoro che attiene alla meschinità di un pensiero che vuole un’autoassoluzione. Nel post, che si conclude con la domanda rivolta a Marina Berlusconi, il sindaco Sala prima afferma: “Anche il più disattento cittadino capirebbe che l’intitolazione di Malpensa a Berlusconi è un atto puramente politico. E ora abbiamo conferma che questo atto è un’iniziativa del presidente di Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), un ente tecnico che di politico non dovrebbe avere niente (tra l’altro, se Enac vuole fare politica, che garanzia avranno i gestori degli aeroporti italiani, verranno forse penalizzati quelli che fanno riferimento ad amministrazioni di centrosinistra?”.
Ma sì buttiamola in politica, accusiamo ENAC di faziosità, difendiamo l’ipotesi che la sinistra non possa in futuro essere difesa… ridicolo e da idea piccola piccola di fronte ad un gigante come Berlusconi. Discorsi che un sindaco di tutti, obiettivo, non dovrebbe fare. I grandi appassionatamente hanno sposato progetti innovativi e geniali a cui inchinarsi. Si schieri dove vuole.
Anche un cittadino disattento riderà della sua lettera pietistica senza costrutto.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano
Povera Milano…. Ma si, anche l’occupante della sedia di sindaco di Milano merita che gli sia intitolato qualcosa. Che so… Area B?