Pillitteri

E’ morto l’ex Sindaco Paolo Pillitteri, un vero socialista riformista

Fabrizio c'è Milano
E’ mancato oggi Paolo Pillitteri, già parlamentare del PSI, Assessore alla Cultura e all’Urbanistica e soprattutto Sindaco di Milano dall’86 a inizio 1992.
Si dimise agli albori di quella che giornalisticamente fu ribattezzata “Tangentopoli” , una fase  caratterizzata dalla demolizione dei partiti della Prima Repubblica, tranne il Partito Comunista, per via giudiziaria, senza accertare granché e senza estirpare la  corruzione dalla vita pubblica.
Nella storia scritta dai vincitori Paolo Pillitteri fu descritto come il Sindaco cognato di Bettino Craxi: lo era ma a quei tempi il nepotismo era molto meno diffuso e possibile di oggi;  e poi come il Sindaco della “Milano da bere”, con annesso giudizio dispregiativo verso una epoca nella quale Milano dispensava più lavoro e prospettive di oggi e nella quale sono si sono sviluppate eccellenze che ancora oggi fanno grande Milano.
La  giovialità di Pillitteri, le sue battute in milanese, in realtà facevano da scudo a una fortissima convinzione politica nel socialismo riformista (iniziò la sua vita politica nel PSDI). Fu grande appassionato e studioso di cinema, televisione e di immigrazione a Milano.
Come Sindaco va giudicato in un momento storico particolare: a quei tempi  durare 5anni in una fase in cui il pallino era in mano ai capricci quotidiani di partiti e Consiglio Comunale non deve essere stato semplice. Di certo però  sotto le sue amministrazioni l’attenzione ai servizi sociali, agli anziani, alla casa e al trasporto pubblico erano il triplo di oggi.
Chiunque lo ha conosciuto ne ricorda cultura, amore per Milano e vero impegno sociale per i più deboli. Certo la sua  figura  non corrisponde alla vulgata che ne hanno fatto i cantori dell’antipolitica e della giustizia politica.

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