Lunedì sera c’era l’ennesimo e inutile sciopero dei mezzi. Questo non ha impedito a FdI, al circolo Milano Protagonista nello specifico, di riunire cento persone nel Cam Garibaldi per parlare di commercio. Di commercio e libertà, nello specifico. Padrone di casa Lorenzo La Russa, Presidente di Milano Protagonista e Consigliere del primo Municipio. Con sapiente maestria ha messo assieme un panel molto vario, che andava da Gabriel Meghnagi, Ascobaires, a Carlo Squeri, EPAM-FIPE. Dall’Avvocato Luca Procaccini, avvocato, reduce da una grande vittoria giudiziaria, a Roberto Cassina, esercente nel mirino della giunta. Da Alessandro Bonelli, noto sui social come Proletario Boccaniano, al vostro umile cronista. Erano presenti, e hanno salutato in apertura e chiusura, l’onorevole Grazia Di Maggio e l’onorevole Osnato. Tra il pubblico il Senatore Sisler.
La rabbia era tanta, d’altronde si può capire: abbiamo una Giunta che si scaglia contro chi mangia il gelato come principale nemico della città. La storia di Roberto Cassina è paradigmatica: il Comune per paura di una causa dei residenti, abdicando alla propria funzione primaria, applica il Testo Unico sulla Pubblica Sicurezza e chiude a mezzanotte la possibilità di vendere gelato. In zona Moscova. Il tutto in una città che vive di deroghe costanti sul rumore nell’area di San Siro per i concerti. Questo è quello che fa più infuriare: abbiamo una sinistra forte contro i presunti “nemici del popolo”, cioè giovani italiani ed esercenti. E totalmente inefficace contro minimarket e maranza. Il candidato dica cosa accomuna e cosa divide queste categorie.
E fa bene Lorenzo La Russa a dire che non ci deve essere contrapposizione tra diritto al sonno e diritto al lavoro. Tra diritto al riposo e diritto al divertimento notturno, che è a sua volta una forma di riposo. Tocca al Comune comporre i contrasti. Ma questa è la sinistra dei lockdown, che risolve i problemi uccidendo le libertà. Rovina le vite in nome dei diritti e calpesta tutto quello che esce dai propri ristretti confini culturali. Questo è il problema di tre giunte monocolori senza soluzione di continuità: la classe dirigente si stanca e diventa pigra.
La speranza è riposta nel 2027. Come ricorda Gabriel Meghnagi, è una data allo stesso tempo vicina e lontana. Troppo vicina per sbagliare la proposta. Troppo lontana per poter fare affidamento solo su di essa. Siamo in mezzo al guado, ma dobbiamo farci guidare dalla speranza e trovare forza nella determinazione: solo così salveremo la Milano che amiamo.
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Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,
Negli anni 80 in città c’erano molti più ”gggiovani” indigeni che adesso. Che forse non si divertivano la sera? Si divertivano, ma solitamente solo due sere alla settimana perché nelle altre il giorno seguente si doveva andare a lavorare, o a studiare. Prostrati al dio denaro ad ogni costo, qui ogni notte c’è il mega casino nelle zone della movida e atti di delinquenza ovunque. Basta ai concerti notturni all’aperto, basta ai maranza, basta ai minimarket, ma basta anche alle movide. Con gelato o senza. E, soprattutto, senza fumare.